La tua adozione può aiutare davvero
Oreste è arrivato al Centro nel 2013 in seguito ad un sequestro giudiziario. Pacifico e dormiglione, non gli interessa nulla di ciò che accade intorno a lui. A meno che non si tratti di lamponi.

Vive abitualmente in foreste decidue e temperate, ma grazie alla sua spiccata adattabilità può vivere anche in zone montane, paludi in prossimità delle coste, e perfino nelle aree urbane, dove spesso non è visto di buon grado dagli abitanti. Anche se negli ultimi decenni si sono diffusi in aree con alberi sparsi, i procioni hanno sempre bisogno di strutture verticali su cui arrampicarsi quando si sentono minacciati. Per questo motivo, evitano terreni aperti o zone con un’alta concentrazione di faggi, perché la loro corteccia è troppo liscia per arrampicarsi. I buchi che si creano in maniera naturale nei tronchi delle vecchie querce o di altri alberi e le fenditure nelle rocce sono luoghi scelti dai procioni per dormire oppure come tane per l’inverno o per partorire i cuccioli. Se tane di questo tipo non sono disponibili o se accedervi non è conveniente, i procioni si servono di buchi creati da altri mammiferi, del denso sottobosco oppure di inforcature degli alberi. Dal momento che anfibi, crostacei e altri animali che si trovano sulle rive di laghi e fiumi giocano un ruolo importante nella dieta del procione, le basse foreste decidue e temperate che abbondano di acqua e paludi sono i luoghi che ospitano la maggior parte degli individui. Mentre nelle praterie la densità della popolazione varia tra gli 0,5 e i 3,2 animali per chilometro quadrato e non supera i 6 animali nelle foreste più alte, nelle basse foreste decidue e temperate e nelle paludi possono vivere anche 20 esemplari per chilometro quadrato.